Bevi alla Fonte. Bevi Locale.

Secondo il rapporto di Seas at risk “Single-use plastics and the marine environment”, in Europa (EU28) si consumano annualmente 46 miliardi di bottiglie in plastica.
In Italia, secondo il Rapporto 2018 “Acque in bottiglia” di Legambiente, il 90-95% delle acque in bottiglia viene imbottigliato in contenitori di plastica e il 5-10% in contenitori in vetro. Stando alle produzioni delle acque in bottiglia degli ultimi anni (12-14 miliardi di litri), nel nostro Paese ogni anno vengono utilizzate tra i 7,2 e gli 8,4 miliardi di bottiglie di plastica.
  

  
Considerando che più del 90% delle plastiche prodotte derivano da materie prime fossili vergini (che rappresentano il 6% del consumo globale di petrolio) e che l’80% dell’acqua imbottigliata in Italia viene trasportata su gomma in Regioni diverse da quella di imbottigliamento (e un autotreno può immette nell’ambiente anche 1300 kg di CO2 ogni 1000 km), è evidente di come gli impatti ambientali innescati dalla commercializzazione delle acque in bottiglia si moltiplichino e si differenzino in maniera esponenziale se non gestiti correttamente.
  
E proprio la cattiva gestione dei rifiuti è la prima causa dell’enorme quantità̀ di plastica che invade gli ecosistemi marini. Dall’indagine Beach Litter condotta da Legambiente emerge che oltre l’80% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge italiane tra il 2014 e il 2017 sono oggetti in plastica e che bottiglie e tappi ne rappresentano il 18%. Un quantitativo pari ad oltre 15mila bottiglie e, considerando che secondo l’UNEP, ciò che vediamo sulle spiagge è solo il 15% dei rifiuti dispersi nell’ambiente marino, non possiamo neanche immaginare la quantità di bottiglie di plastica che si trovano sui fondali.
  

  
L’Italia è al primo posto in Europa per quanto concerne il consumo di acque in bottiglia (con un consumo pro-capite di circa 206 litri annui) e al secondo posto nel Mondo dietro solo al Messico (244 litri annui). Con quasi 140 stabilimenti e oltre 260 marchi presenti sul nostro territorio, sono 14miliardi i litri di acqua imbottigliati nel 2016 (erano 12 miliardi nel 2010), di cui oltre il 90% destinato al consumo nel nostro Paese.
  

  
Continuiamo a preferire l’acqua in bottiglia all’acqua di rubinetto, nonostante l’assoluta non convenienza economica (la prima costa anche 1.000 volte più della seconda) e l’ormai evidente impatto ambientale che ne consegue (basti pensare ai milioni di tonnellate di bottiglie di plastica che ogni anno vengono disperse in mare e nell’ambiente).
Non può esistere il concetto di sostenibilità se noi non siamo consapevoli che apparteniamo al mondo naturale e che siamo un prodotto dell’evoluzione del mondo naturale. È impossibile un BenEssere umano se manca la salute nei sistemi naturali.
  

  
Il problema non é la plastica, il vetro, il cartone…il focus deve essere sui modelli di consumo. Serve innovazione, lungimiranza, intelligenza.
Il ri-uso va preferito all’usa e getta.
L’acqua pubblica, se potabile e analizzata, deve diventare la nostra prima scelta.
Bevi alla fonte. Bevi locale.
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